Tra realtà e realtà
“La storia altro non è che la ricerca di testimonianze scritte da altri prima di noi. Praticamente, la storia esiste solo se qualcuno la scrive. Dunque, dipende da chi la scrive e da come la scrive“.

Probabilmente, molti troveranno riduttiva questa idea della conoscenza storica. Eppure, è così che vanno le cose. Tutto ciò che sappiamo, o crediamo di sapere, viene da qualcun altro che lo ha scritto anni, secoli fa. La stessa cronologia storica altro non è che un artificio messo in piedi nel XVI secolo da Scaligero e portato a termine da Petavio. Una cronologia talmente imbarazzante da essere presa per oro colato (a chi fosse interessato all’argomento, suggeriamo la lettura dei volumi della Cronologia del matematico russo A. Fomenko).

Dunque, perché storcere il naso di fronte ai tentativi di Natascia Vincenti di ricucire gli strappi della narrazione storica attraverso vie secondarie ma non meno degne di essere percorse: gli alberi genealogici, la cucina per citarne solo un paio? Attraverso gli incroci di storie, tradizioni orali, abitudini alimentari e parentele, la nostra Natascia ricostruisce un quadro storico a volte molto diverso e certamente più completo di quello ufficiale.
Appassionata della propria terra, il Salento, Natascia cerca di seminare nelle menti dei salentini ormai dimentichi di sé l’amore per la propria terra, il dubbio che non sia tutto vero ciò che la storia ufficiale racconta. Invita chi l’ascolta a chiedersi perché.


In questi giorni, ho il piacere di accompagnare Natascia in una serie di incontri con i ragazzi delle scuole medie di Ruffano. Non è facile tenere desta l’attenzione di un bambino per due ore, eppure lei ci riesce. Come fa? Semplice, non si prende sul serio, racconta i propri dubbi e le strade a volte tortuose che hanno accompagnato il suo cammino di pettegola della storia. Ed i ragazzi le credono, la stanno ad ascoltare. Di questi tempi, non è cosa da poco.
Chi è Natascia Vincenti?
Natascia Vincenti si laurea nel 1999, presso l’Università degli Studi di Lecce, con
tesi di laurea magistrale in Botanica Sistematica.
Successivamente, si occupa del Laboratorio di Botanica Sistematica ed Ecologia
Vegetale.
Nello stesso periodo, grazie ad un contratto di collaborazione con l’Università,
conduce ricerche in ambito tassonomico e diventa Guida all’interno dell’Orto
Botanico di Lecce.
Nel 2001, presso la Cooperativa “Hydra” di Lecce, consegue la qualifica di Esperta
in gestione delle aree naturali protette.
Nello stesso anno partecipa al Workshop di FitoConsult: “I metodi SIA e SIM per la
valutazione della stabilità degli alberi” (Merano) tenuto dal prof. L. Wessolly
dell’Università di Stoccarda, conseguendo la qualifica di Esperta in
stabilità degli alberi.
Nel 2006, consegue la qualifica di Responsabile archivista e protocollista.
Nel 2008, diventa Referente per la dislessia e disturbi specifici dell’apprendimento
per il MIUR – Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.
Appassionata di storia e cultura salentina, pubblica nel 2010 il suo primo testo
teatrale, una commedia a sfondo storico dal titolo “Il bambino che portava ritardo”.
Nello stesso anno pubblica, sul sito dell’”Orden de Caballeros de Ignacio de Loyola”,
un articolo dal titolo: “Rivisitazione storica del ruolo e del mistero dei Templari”, in
qualità di Defensor Fidei della Commenda di San Giovanni Battista di Lecce.
Nel 2019, presso il Castello di Carovigno, tiene un convegno sull’alimentazione
medievale.
Nel 2023, presso l’auditorium comunale di Supersano, tiene una conversazione dal
tema “La Storia del Salento”.
Nello stesso anno ha pubblicato, insieme ad Antonio Sparascio, la commedia “L’affare Della Serra”.

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