Educazione al sentimento

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Un percorso alla riscoperta di sé e del mondo attraverso la letteratura

Una premessa

Comunicare è, per gli uomini, un’esperienza naturale e continua di relazione con gli altri. È impossibile non comunicare, poiché tutto è comunicazione, anche il silenzio. Anche l’intenzionale assenza di qualsiasi comunicazione verbale, di fatto comunica un’intenzione e un sottostante sentimento. Ma se è impossibile non comunicare, perché oggi non si riesce a farlo?

La risposta è semplice, pur se difficile da accettare e la sua spiegazione richiede un ulteriore approfondimento.

La comunicazione è, tra l’altro, un processo al contempo numerico e analogico. Il primo riguarda le informazioni, è dunque legato all’istruzione, alla conoscenza, è un processo tipicamente mentale influenzato dal tipo di civiltà di chi comunica. Il secondo è invece legato alle emozioni profonde e riguarda la comunicazione involontaria, attraverso il corpo. Lo studio delle relazioni sociali ha stabilito che, all’interno di una comunicazione, il contenuto ha un valore di relazione pari al 10%, mentre il tono della voce che viene utilizzato conta per il 30% e la gestualità per il 60%. Il destino di ciò che vogliamo dire è, quindi, affidato per il 90% a strumenti che non controlliamo.

Qual è dunque la risposta alla domanda iniziale: “perché oggi è così difficile comunicare?”. Essa risiede nel distacco tra comunicazione numerica e comunicazione analogica, dovuto allo spostamento dell’attenzione sociale sulla prima sola, e all’irrilevanza data invece alla seconda.

Osservare oggi la comunicazione tra ragazzi, e a maggior ragione tra adulti, evidenzia una notevole distanza, a volte un’opposizione, tra il linguaggio del corpo e l’uso che si fa della lingua. Vocabolari personali sempre più poveri o tecnici, condizionamenti sociali e disabitudine alla lettura sono le cause principali dell’incapacità di comunicare sé stessi: lo stesso soggetto non ha alcuna difficoltà a comunicare con i colleghi sul lavoro ma non riesce a comunicare con il partner o con i figli, o genitori, amici. Nel primo caso, il grado di istruzione, una laurea ormai esclusivamente in discipline tecniche, è l’unico mezzo richiesto e necessario per una corretta comunicazione. Non è un caso che i rapporti lavorativi siano diventati sempre più burocratici e impersonali: essi sono costituiti da numeri e cifre, nessuna necessità di sentimenti, niente emozioni. In casa, in famiglia, con gli amici, in amore è necessario comunicare le proprie emozioni e i propri sentimenti. Ma nessuno ci spiega più cosa sia quell’emozione, come nasce e dover porta un sentimento.

Oggi, nel secondo decennio del terzo millennio, la comunicazione passa quasi esclusivamente attraverso strumenti tecnologici definiti “sociali”: internet e i suoi applicativi. Il linguaggio richiesto è un linguaggio semplice, scarno per non dire povero, legato all’idea vincente della velocità. È un linguaggio adatto certamente al processo di comunicazione numerico ma assolutamente incapace di veicolare processi analogici, ossia incapace di trasmettere il 90% di ciò che vorremmo comunicare.

Quello che ci proponiamo è l’acquisizione delle capacità necessarie alla conoscenza di sé, delle proprie emozioni ed alla loro espressione, ossia alla loro comunicazione attraverso l’uso corretto della voce e del corpo. Fine ultimo è il miglioramento delle nostre capacità di relazione.

Conoscere le emozioni, indagare il profondo dell’animo è, da sempre, il compito che si è attribuito la letteratura. Sin dalla grande Tragedia, personaggi immortali e catartici ci parlano dell’abisso, lo stesso abisso che guardiamo e che ci guarda quando proviamo il desiderio di fuggire, di urlare, di ribellarci con ogni fibra del nostro corpo, per poi sfinirci nell’incapacità di descrivere ciò che ci agita. Come riconoscere quel malessere che ci attanaglia la gola e ci lascia senza parole, se non abbiamo letto Leopardi, Baudelaire ed i nostri poeti salentini?

Poiché il sentimento è il risultato di un processo che porta l’emozione a lasciarsi attraversare dalla ragione per mezzo dell’apprendimento, è evidente che non sia una qualità naturale dell’uomo. I sentimenti si acquisiscono culturalmente e ci permettono di comprendere, accogliere e corrispondere in maniera adeguata il mondo esterno e gli altri.

Platone ci dice che l’apprendimento avviene per via erotica. Accettiamo di conoscere ciò che ci affascina e tralasciamo ciò verso cui non proviamo alcun interesse. Questo semplice ragionamento ci porta ad una prima conclusione: i destinatari primi di un processo di stimolo dell’apprendimento del sentimento sono i ragazzi, nelle scuole. È all’interno delle istituzioni scolastiche, infatti, che è necessario agire per stimolare l’amore e, di conseguenza, l’avvio del processo cognitivo.

È importante tutto questo? Vale la pena impegnarsi per lo sviluppo di una corretta “mappa emotiva” tra i membri di una comunità?

Noi riteniamo di sì. Kant sosteneva che non fosse necessario definire il bene e il male, in quanto ognuno lo sente e comprende da sé. Ma come sentire se non si è stati educati al sentimento, se l’umanesimo e la letteratura non sono terreni frequentati? Una società che voglia basarsi su valori condivisi e sulla relazione tra gli individui non può prescindere dal coltivare i mezzi attraverso cui essa può svilupparsi: conoscere, accettare e corrispondere sé stessi e l’alterità.

Utilizziamo la lettura condivisa di brani e opere della letteratura classica, moderna e contemporanea, e lo sviluppo della capacità di trasmettere le emozioni e i sentimenti attraverso la voce e il corpo.

È nostro convincimento che, attraverso la pratica delle tecniche di lettura e di argomentazione, sia possibile stimolare, nel tessuto sociale di una comunità, la conoscenza di sé, il rispetto verso l’altro, la capacità di comunicare meglio sé stessi e la gestione delle proprie emozioni.

il percorso

Si compone di moduli separati, che possono essere attivati singolarmente o insieme.

I moduli coprono la durata di un anno e si rivolgono a tutti i gruppi che compongono una comunità: scolari della scuola primaria, studenti delle scuole superiori, adulti nelle loro funzioni professionali e, soprattutto, nel loro essere persone.

I moduli tendono a fornire informazioni utili sia professionalmente che dal punto di vista della crescita e del rafforzamento della propria identità culturale.

Uno scolaro o uno studente potrà trarre giovamento dalle tecniche di sviluppo della memoria e dal miglioramento della capacità espositiva; un professionista potrà sfruttare la capacità di utilizzo delle tecniche di comunicazione e di affabulazione. Un appassionato potrà godere appieno della lettura e delle sonorità della lingua che ormai sono dimenticate.

Una crescita etica individuale porta ad una crescita della collettività.

I moduli sono quattro:

  • INVITO ALLA LETTURA
  • RELAZIONARSI E COMUNICARE
  • LEGGIAMO INSIEME
  • SCRIVERE PER SPERIMENTARE SE’ STESSI

Invito alla lettura

Leggere non significa solo comprendere un testo per ciò che esso ci dice attraverso una serie di segni grafici. Leggere è un’operazione complessa, che richiede naturalmente la conoscenza delle regole della lingua ma anche delle regole della metrica e della fonetica. Leggere significa articolare bene i suoni, innanzitutto.

È incredibile come la stessa parola, pronunciata correttamente, produca un risultato diverso in chi l’ascolta. È la magia dei suoni, del timbro vocale, di un respiro.

L’idea di un sentimento va rispettata innanzitutto nella bellezza della lingua con cui la si esprime. È il primo passo perché quel sentimento possa educarci.

Scopo del modulo è l’acquisizione delle tecniche di base per la corretta lettura e memorizzazione di un testo e conoscenza dei primi testi letterari in poesia e in prosa. Il modulo è particolarmente indicato per i ragazzi in età scolare.

È un modulo di base, che prende per mano il partecipante e lo porta a confrontarsi con la lingua italiana e con la letteratura, anche quella per l’infanzia. Il primo passo per approcciarsi ai grandi temi etici e morali che la letteratura propone.


Relazionarsi e comunicare

La comunicazione è costituita, oltre che da una parte razionale, anche da una emotiva, ed è fortemente influenzata dalle personalità diverse che si mettono in relazione e ai meccanismi della percezione e di   difesa.   Ogni   persona, infatti, possiede   un   proprio   sistema   di   riferimento legato al proprio modo di rapportarsi al mondo e, in particolare, determinato dal proprio sistema percettivo, il concetto di sé, la storia personale, i bisogni affettivi, le capacità cognitive, la cultura e i valori di riferimento, le motivazioni e aspettative, i ruoli sociali e professionali. Se una persona non riesce a decentrarsi dal proprio sistema di riferimento non è in grado di comprendere quello di un altro e ne risulta una comunicazione viziata.

Scopo del presente modulo è fornire a gruppi omogenei di partecipanti, le tecniche necessarie per argomentare in modo corretto, per migliorare la propria capacità di comunicazione e relazione sociale attraverso l’utilizzo della lingua, della voce e del corpo.

Gli argomenti trattati riguardano un approccio tecnico professionale alla comunicazione.

Ogni tema viene approfondito e affrontato sia da un punto di vista teorico ma, soprattutto, dal punto di vista pratico. Se lo scopo del modulo è l’acquisizione di tecniche di comunicazione, il fine ultimo è quello di migliorare la capacità di creare relazioni.


Leggiamo insieme

Ognuno di noi ama la pagina di un libro, una sua frase, un’idea impressa nelle pagine di una storia. Ognuno di noi ama una storia, si ritrova personaggio, rivive gli stessi dubbi, dolori, eccessi, amori. Ma tutto questo resta dentro di noi, confinato in un angolo, insieme alle emozioni che suscita.

La lettura collettiva è un tempo trascorso con la parte più intima di sé, quella che teniamo nascosta, protetta da meccanismi di difesa, da una maschera sempre adattabile che fa di noi “uno, nessuno e centomila”.

Ritrovarsi insieme a leggere ed ascoltare, bere del vino e raccontarsi e raccontare. Cosa c’è di meglio per essere sé stessi?

Leggere per ampliare la propria conoscenza del mondo e degli uomini, per sfidare le proprie convinzioni, per vincere i pregiudizi, per guardare l’ignoto e per farsi guardare. Leggere per conoscersi.

Leggere per condividere. Ma condividere è silenzio, è ascolto, ricezione e confronto. Ecco che la lettura condivisa mostra i due lati della sua scintillante medaglia: se da una parte dice ed esprime, dall’altra ascolta e confronta. Cosa c’è di meglio per aprire un orizzonte, per esplorare nuove ipotesi di realtà?

Questo è lo scopo del presente Modulo: riscoprire l’amore per la letteratura e parlarne insieme; condividere i sentimenti che essa suscita in noi e imparare a riconoscersi negli altri.

Non ci sono preimpostazioni, in questo modulo. Ognuno ama per sé stesso un amato diverso. In questo è la meraviglia.


Scrivere per sperimentare sé stessi

Scopo di questo modulo è proporre uno sguardo più fermo dentro di sé, un’osservazione più strutturata e puntuale delle proprie convinzioni, dei propri sogni, del proprio modo di intendere il mondo.

La scrittura richiede tempo, manualità. La scrittura è fatica. Fatica intellettuale ma anche fisica, è attenzione e correzione. È elaborazione e rielaborazione di concetti, la loro trasposizione in una forma, quella scritta, che resta.

Scrivere significa rileggersi e trovarsi diversi, migliori, più profondi di quanto avremmo creduto. Scrivere significa emozionarsi.

Quale modo migliore, per proporre una prova di scrittura, di un Concorso? Un concorso riservato ai dilettanti della penna, a coloro che sentono di voler dire al mondo qualcosa che non sanno dire, che non hanno voce per dire.

Un concorso all’interno di una comunità, dedicato ai pensieri profondi, a volte cupi, a volte leggeri e trasparenti come cristalli. Un concorso per tutti, in cui i candidati leggono i propri scritti al pubblico come fanno gli attori, un concorso con una giuria di ragazzi adolescenti, chiamati finalmente ad esprimere un giudizio e non ad essere giudicati.

Scopo: favorire la pratica della scrittura e, di conseguenza, l’amore per la divulgazione di sentimenti in forma strutturata di linguaggio letterario, nelle varie forme.

Per informazioni su come attivare i moduli e sui compensi richiesti:

mail: scrivimi@circolodeglignoranti.com

tel: 3518680004 – 3203507535